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Mentalita' e visione del mondo


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MENTALITA' E VISIONE DEL MONDO
Nella civiltà medioevale la struttura sociale statica e l'economia chiusa corrispondevano a una visione statica della realtà.

L'ordine del creato , voluto da Dio è perfetto e immutabile

La verità è data una volta per tutte e la si ritrova nelle Sacre scritture e nelle opere dei teologi cristiani e dei filosofi antichi (Autoritas)

Conoscere vuol dire accettare la verità già data.

La possibilità della conoscenza umana è limitata, tentare di superare questi limiti è un atto di superbia.
UNIVERSALISMO
I due massimi poteri , la chiesa e l'Impero derivano la loro autorità da Dio e sono universali.

Il potere della Chiesa abbraccia tutti gli uomini anche coloro che ignorano o rifiutano la sua dottrina .Il potere dell'imperatore si estende a tutti gli uomini al di la della divisione nei singoli stati.

Compito dell'impero è condurre gli uomini alla felicità su questa terra, compito della Chiesa è condurlo alla beatitudine della vita eterna.
ENCICLOPEDISMO
Se tutte le forme del reale sono riconducibili all'ordine divino anche la conoscenza di esse deve tendere all'unità, a un sapere unitario.

Poiché tutto deriva da Dio , tutte le scienze sono subordinate alla teologia.

L'uomo deve possedere una conoscenza enciclopedica e non specialistica

Il tentativo di ricondurre tutto il sapere ad unità è stato attuato dalla filosofia Scolastica che tenttò di basare la fede cristiana sulla ragione.

Tommaso d'Aquino il massimo esponente della Scolastica cercò di sistemare tutto il sapere attraverso la filosofia di Aristotele interpretata cristianamente.(Summa theologiae)

Un'altra corrente religiosa che aveva come esponenti S.Agostino e San Bonaventura da Bagnoregio rifiutava di fondare la fede sulla ragione. Il rapporto con Dio deve essere ritrovato non con la ragione ma col cuore (spiritualismo)


TRASCENDENZA, ASCETISMO, MISTICISMO
Dio è suprema perfezione ma si colloca al di là della realtà, la trascende.

Il fine della vita umana non è su questa terra ma è il raggiungimento della salvezza eterna.

Ciò che gli impedisce di tornare a Dio è la carne, sono le cose vane e false di questo mondo.

Occorre rinunciare ai falsi beni, ai piaceri, mortificare il corpo.

L’ascesi porta alla rinuncia delle cose di questo mondo, al disprezzo della vita terrena vista come un cumulo di miserie e sofferenze, dominata dalla morte.

Attraverso la rinuncia e la mortificazione l’uomo dimentica il proprio corpo e arriva a annullarsi in Dio.


CRISTIANESIMO E CLASSICITA’
Di fronte alla tradizione dei classici gli intellettuali cristiani ebbero atteggiamenti diversi

All’inizio ad esempio con Tertulliano prevalse la condanna totale della classicità considerata fonte di errori e ispirata dal demonio.

Altri intellettuali come Sant Agostino proposero di individuare nel patrimonio del mondo classico degli elementi che potevano accordarsi col cristianesimo ed essere perfezionati.(l’ordine provvidenziale del mondo, l’immortalità dell’anima,la rinuncia ai piaceri effimeri della vita ecc.

Non erano in contraddizione col Cristianesimo)

Nel Medioevo si sviluppò una lettura dei classici che mirava a cogliere dietro il significato letterale dei testi dei significati nascosti.
ALLEGORISMO
Secondo la visione medioevale ogni elemento del creato ha una collocazione e un senso che lo legano a tutti gli altri elementi .

Ogni aspetto della natura ha un significato nascosto che lo collega al disegno di Dio. Tutto il creato ci parla di Dio.

Anche nei testi scritti si andava al di là del significato letterale si ricercava il significato allegorico.

Dante nel Convivio sostiene che vi sono quattro livelli di lettura. Un livello letterale che riguarda il significato di superficie, la trama. Un significato allegorico in cui la parola rimanda a un altro significato collegato al precedente da un rapporto di analogia, un livello morale che dai fatti narrati intende ricavare un insegnamento morale e un significato anagogico che inserisce il significato del testo nel disegno divino.

Visione figurale: E’ la lettura di fatti storici interpretandoli come prefigurazione di eventi successivi.

Es. Mosè che libera gli Ebrei dall’Egitto è figura di Cristo che libera gli uomini dal peccato.


NATURA STORIA E SCIENZA.
Per gli uomini del medioevo poiché le realtà non contavano in sé ma come simboli di altro, distinguere realtà e fantasia non aveva senso. Il magico, il fantastico,il sacro non venivano distinti dal reale.

Nel Medioevo non vi era il senso della storia e della differenza fra passato e presente .

Significati cristiani potevano essere colti in autori pagani, ai greci e ai Romani venivano attribuiti mentalità e comportamenti tipicamente medioevali.

La storia non veniva interpretata come un succedersi di eventi e di cause ed effetti ma come opera di Dio.


ISTITUZIONI CULTURALI
SCUOLE, MONASTERI BIBLIOTECHE
La Chiesa fu l’unica istituzione a garantire l’istruzione.Per formare il clero infatti furono istituite scuole presso i vescovadi e le parrocchie. I monasteri furono centri di attività agricola e artigianale ma svolsero anche un’attività culturale e nacquero scuole per istruire i monaci. Nei monasteri vi erano anche laboratori di produzione di libri, gli scriptoria dove monaci amanuensi copiavano i testi su carta pergamena.

I monaci a volte commettevano errori nella trascrizione oppure modificavano delle parti o apportavano aggiunte

.

LE ARTI LIBERALI


Si insegnavano le Arti Liberali o dell’uomo libero che non era obbligato a lavorare per vivere.

Esse si dividevano in arti del Trivio:grammatica, retorica, dialettica e del Quadrivio:aritmetica, geometria,astronomia, musica. L’aritmetica mirava a scoprire le proprietà mistiche e simboliche dei numeri, l’astronomia era intesa soprattutto come astrologia.


GLI INTELLETTUALI:
L’intellettuale nel medioevo si identificava con l’ecclesiastico, il chierico.

L’uomo istruito tuttavia non scriveva ma semplicemente commentava e aggiungeva al margine del testo le glosse, cioè le spiegazioni

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LA LINGUA



L a lingua della cultura era il latino anche se si trattava di un latino diverso da quello classico nella sintassi e nel vocabolario.

Solo pochi sapevano leggere, neppure i sovrani e gli aristocratici.La lingua parlata era il volgare.

La cultura poteva arrivare al popolo solo attraverso la predicazione e le immagini,le decorazioni delle chiese, le facciate
LE UNIVERSITA’

Nelle università il docente riceve un compenso per la sua attività, quindi vive del suo lavoro di intellettuale.

Accanto ai chierici vivono figure di intellettuali emarginati dal potere e dalle istituzioni , i cosi detti clerici vagantes essi vivono nella precarietà e conducono una vita errabonda.

Intrattengono con le loro produzioni letterarie un pubblico di ecclesiastici, sono dotati di cultura e si esprimono in latino.

I temi di queste composizioni sono irriverenti nei confronti di ciò che è sacro e istituzionale e vi è l’esaltazione degli aspetti più materiali della vita, l’amore fisico, la bettola, il gioco.
LA NASCITA DELLE LINGUE VOLGARI
In epoca classica già vi era una differenza fra latino letterario e latino volgare. La lingua volgare era più libera, meno regolare.

Durante i secoli dell’Impero il latino parlato si era ulteriormente differenziato in varianti regionali perché tali linguaggi subivano l’influenza delle parlate precedenti alla conquista romana.

La presenza di una capillare amministrazione e di istituzioni come scuola ed esercito impedivano una totale separazione.

Con il crollo dell’impero , la disgregazione dell’amministrazione e della scuola, le difficoltà di comunicazione, aumentarono la disgregazione e la frammentazione linguistica.

Non bisogna poi trascurare gli apporti delle lingue dei popoli invasori, germani e arabi che lasciarono tracce considerevoli,(lingue di superstrato).

I nuovi linguaggi si svilupparono in tutta l’area in cui si era sviluppato il latino, lingue romanze.:Italiano, francese,spagnolo,provenzale,catalano, portoghese,rumeno.

Nei territori della Germania, Svizzera,Austria, Inghilterra, Scandinavia, Islanda. Si parlavano volgari di ceppo germanico.

Nelle zone dell’Europa orientale si parlavano parlate dei popoli slavi.



Tutti questi volgari inizialmente restarono legati ad un uso orale.


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