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Dossier fides missionari per l’Africa, Missionari dall’Africa per IL mondo


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genzia FIDES – 17 ottobre 2009
DOSSIER FIDES
Missionari per l’Africa,

Missionari dall’Africa per il mondo
“…le vostre comunità cristiane, sull’esempio di quelle che vi hanno recato il messaggio evangelico, sono esse stesse una Chiesa missionaria”

(Benedetto XVI a Yaoundè, 18 marzo 2009)
1. La missione in Africa
Gli Istituti religiosi e l'evangelizzazione dell'Africa

La Società delle Missioni Africane

I Missionari Comboniani del Cuore di Gesù

Altri Istituti maschili

Principali Istituti femminili
La missione in Africa, “piantagione della Chiesa”: il Cardinale Guglielmo Massaja (1809-1889)
Guadagnare nuovi discepoli fra i popoli neri grazie all'apostolato del lavoro”: l'Abate Franz Pfanner OCR (1825-1909) e la Congregazione dei Missionari di Mariannhill
O Nigrizia o morte”: San Daniele Comboni (1831-1881)
2. Istituti missionari africani
Gli Apostles of Jesus (Kenya)

Suore di Nostra Signora del Kilimanjaro (Tanzania)

Oblate Catechiste Piccole Serve dei Poveri (Benin)

Suore “Bene Tereza” (Burundi)

Suore del Cuore Immacolato di Maria (Tanzania)

Ancelle del Bambino Gesù (Nigeria)

Suore di Nostra Signora della Chiesa (Togo)

Suore di Nostra Signora di Usambara (Tanzania)

Suore di Nostra Signora di Fatima (Nigeria)

Suore di Maria, Madre della Chiesa (Ghana)

Fratelli di Santo Stefano sotto il Patronato di Maria Regina degli Apostoli (Nigeria)

Società Missionaria di San Paolo (Nigeria)

Altri Istituti missionari africani
INTERVISTA al Card. Francis Arinze, Fondatore della Congregazione dei Brothers of St. Stephen.
1. La missione in Africa
Città del Vaticano (Agenzia Fides) – In Africa la Chiesa cattolica conosce il più alto tasso di crescita a livello globale. Dal 1900 al 2000, a fronte del raddoppiamento della popolazione totale, si è infatti passati da 1,9 a 139 milioni di fedeli, un fenomeno mai registrato nella storia dell'evangelizzazione. Essi sono cresciuti negli ultimi anni del 3,1% (percentuale più alta della crescita della popolazione, pari a 2,5%) e quasi la metà dei battesimi di adulti a livello mondiale si è registrata in Africa. Anche le vocazioni sono in espansione. Il Bigard Memorial Seminary di Enugu per la Nigeria Occidentale ed Orientale, con oltre 1.100 candidati al sacerdozio, è il più grande del mondo.

Secondo i dati più recenti dell'Annuario Statistico, oggi i cattolici costituiscono il 17,8% della popolazione africana (circa 930 milioni complessivi), pari a oltre 158 milioni di abitanti. Nel biennio 2005-2006 il numero dei fedeli è aumentato di poco meno di 5 milioni – secondo solo all'America nel suo complesso. Significativi anche i dati ecclesiali: 638 Vescovi, oltre 33 mila sacerdoti, 7 mila religiosi non sacerdoti, 24 mila seminaristi, circa 400 mila catechisti.

Entro il 2050, tre nazioni africane (Repubblica Democratica del Congo, Uganda e Nigeria) saranno nell'elenco dei primi dieci paesi cattolici più grandi del mondo. Tali indicatori si spiegano con l'imponente crescita demografica e con un'azione missionaria che da due secoli non conosce soste. In questo Dossier l'Agenzia Fides intende mettere in evidenza, in concomitanza con la celebrazione della Seconda Assemblea Speciale per l’Africa del Sinodo dei Vescovi, i grandi sforzi compiuti per l'evangelizzazione dell'Africa negli ultimi due secoli e la risposta dinamica delle giovani Chiese africane, presentando i principali Istituti religiosi missionari nati nel continente che sono attualmente impegnati nella missione Ad Gentes nelle proprie nazioni, in altri paesi dell’Africa e anche in altri continente.
Gli Istituti religiosi e l'evangelizzazione dell'Africa
L'evangelizzazione dell'Africa è antichissima e risale all'epoca apostolica. Gli Atti degli Apostoli (8, 26-40) riferiscono della conversione dell'eunuco “etiope”, termine che designava un uomo di colore proveniente da un territorio a sud delle prime cateratte del Nilo. Nel 189 circa venne eletto il primo dei tre Papi africani della storia (San Vittore I, cui seguirono San Milziade e San Gelasio I) e a partire dal V secolo d.C. il cristianesimo fu predominante in nord Africa. Fra le molte iniziative missionarie svolte dalle comunità è da ricordare la fondazione della Chiesa di Verona ad opera di San Zeno, compagno di scuola di Sant'Agostino. Nell'anno 430 si contavano all'incirca seicento sedi vescovili nell'area, ma da allora diverse cause (in particolare l'espansione musulmana) concorsero all'inarrestabile declino. Sotto il pontificato di Gregorio VII le sedi vescovili erano ridotte drasticamente a tre e nel XIII secolo esse erano cessate del tutto.

La storia dell'evangelizzazione riprende nel XV secolo parallelamente all'esplorazione delle coste africane ad opera dei portoghesi. Degni di nota furono i successi in Congo ed Angola, cui contribuirono i missionari Gesuiti, Carmelitani Scalzi e Domenicani. Anche il Mozambico fu nel novero dei paesi che conobbero una rapida evangelizzazione (circa 20 mila cattolici nel 1591). Tuttavia, a questa rinascita religiosa realizzata a costo di eroici sacrifici, seguì un periodo di decadenza per tutto il XVIII secolo.

È a partire soprattutto dalla seconda metà dell'Ottocento che si situa l'evangelizzazione moderna del continente, dal momento che gli sforzi sostenuti nei secoli precedenti erano stati quasi del tutto cancellati dal tempo. In questa nuova fase gli Istituti religiosi sono i protagonisti dell'ondata missionaria, mentre le scoperte geografiche e scientifiche e lo sviluppo delle vie di comunicazione consentono una migliore organizzazione delle attività. Decisiva al riguardo è l'iniziativa di Propaganda Fide, che provvede a creare nuove circoscrizioni ecclesiastiche assegnandole ai missionari in partenza. Fra i principali Istituti storicamente legati all'evangelizzazione dell'Africa ricordiamo innanzitutto, nell'ordine di arrivo nel continente: la Società delle Missioni Africane (1858) e i Missionari Comboniani (1872).

La Società delle Missioni Africane
L'Istituto fu fondato dal Vescovo missionario Melchior de Marion-Brésillac che, dopo un trascorso di alcuni anni in India, nel 1855 manifestò a Propaganda Fide l'intenzione di evangelizzare territori ancora inesplorati dell'Africa come il Dahomey (attuale Benin). Il dicastero missionario accolse la proposta e suggerì di formare un gruppo di collaboratori per l'impresa, compito al quale il Brésillac rispose prontamente fondando a Lione una casa di formazione. Dopo un anno egli poté finalmente comunicare la nascita del primo gruppo di missionari consacrati all'Africa. “Il giorno dell'Immacolata Concezione – scriveva al Cardinale Prefetto Alessandro Barnabò – siamo andati in numero di sette ad offrire la nostra impresa alla santa Vergine ai piedi della sua immagine venerata sulla collina di Fourvière. In quel luogo abbiamo rinnovato la risoluzione di consacrarci all'opera delle Missioni Africane e desideriamo, se la Sacra Congregazione lo permette, datare l'esistenza della nostra Società dall'8 dicembre 1856”.

Il 4 novembre 1858 partirono i primi tre pionieri, raggiunti il 10 marzo 1859 dallo stesso Brésillac, che era stato nominato Vicario Apostolico della Sierra Leone – considerando la Santa Sede troppo rischioso il Dahomey. Il gruppo composto da sei confratelli raggiunse Freetown il 14 maggio e trovò al suo arrivo un'epidemia di febbre gialla. Prodigandosi nell'alleviare le sofferenze degli abitanti, i missionari furono anch'essi contagiati e morirono tutti nel giro di un mese. A Lione i pochi confratelli rimasti, sotto la guida di padre Agostino Planque, decisero nonostante le difficoltà di proseguire l'opera e ottennero nel 1861 il Vicariato del Dahomey. Su richiesta dei missionari del posto, padre Planque fondò a Lione, nel 1876, le Suore di Nostra Signora degli Apostoli, ramo femminile della Società, chiamato a promuovere attività educative e di assistenza sanitaria in Africa e Medio Oriente.

Dopo il Dahomey i membri della SMA si estesero in gran parte dei territori del Golfo di Guinea: Nigeria (1868), Egitto (1877), Ghana (1880), Costa d'Avorio (1895), Liberia (1906), Togo (1918), Niger (1931). Il prezzo pagato in vite umane fu enorme, infatti in un arco di tempo di circa cinquant'anni la maggior parte dei missionari è morta prima di raggiungere i trenta anni di età. Tra le priorità dell'evangelizzazione un posto di rilievo ha avuto la catechesi, la nascita e la formazione di un clero locale e di istituti religiosi, la costruzione di chiese e cappelle e non poche attività sociali a favore dell'infanzia abbandonata e dei malati.

La SMA ha raggiunto altri paesi a partire dagli anni '50: Congo (1952), Zambia (1973), Centrafrica e Tanzania (1977), Sudafrica – già visitata tra il 1873 e il 1882 – e più recentemente Kenya (1989) e Angola (1998), per un totale di 17 stati. In Europa (Francia, Italia, Spagna, Irlanda, Gran Bretagna, Olanda, Polonia), Stati Uniti, Canada, India e Filippine operano diverse case di reclutamento e formazione a partire dal 1907. Dagli anni '80 ad oggi la Società ha accolto un numero crescente di candidati africani che si consacrano alla missione in altri paesi del loro continente, risultato raggiunto grazie al pieno inserimento delle Chiese locali nei programmi missionari.


I Missionari Comboniani del Cuore di Gesù
Ordinato sacerdote all'età di 23 anni, Daniele Comboni (cfr. infra) affrontò il suo primo viaggio in Africa Centrale il 10 Settembre 1857. Al suo rientro, egli cercò invano di coinvolgere vari ordini religiosi per la realizzazione del suo Piano per la rigenerazione dell'Africa (1864) e decise quindi di fondare a Verona, il I giugno 1867, l'Istituto per le Missioni della Nigrizia. Si trattava di un istituto di diritto diocesano, composto da sacerdoti e “fratelli coadjutori” di diverse nazionalità, senza voti religiosi, ma vincolati da un giuramento di appartenenza e di fedeltà alla missione in Africa. Per realizzare il Piano Comboni fondò anche, il I gennaio 1872, l'Istituto delle Pie Madri della Nigrizia (oggi Suore Missionarie Comboniane, presenti in 30 paesi del mondo). Alla sua morte nel 1881, i missionari erano 35 (14 in Sudan, 5 al Cairo e 16 a Verona) e le religiose 41.

Nel 1885 il ramo maschile si trasformò in congregazione religiosa con il nuovo nome, approvato dalla Santa Sede, di Figli del Sacro Cuore di Gesù (raccogliendo uno degli elementi fondamentali dell'eredità spirituale del Comboni). Nei primi anni l'Istituto fu diretto dai Gesuiti, quindi nel 1910 furono approvate definitivamente le Costituzioni nelle quali veniva ribadita la specifica missione in Africa. Nel 1923 si consumò una divisione tra la comunità di lingua italiana e quella tedesca che durerà fino al 1979, anno in cui i due Istituti verranno riuniti sotto la denominazione attuale: Missionari Comboniani del Cuore di Gesù.

Oggi i Comboniani contano un effettivo di circa 1.800 membri appartenenti a oltre 44 nazionalità diverse e una diffusione in 40 paesi del mondo, di cui 16 africani: Sudan, Benin, Ciad, Egitto, Eritrea, Etiopia, Ghana, Kenya, Malawi, Mozambico, Centrafrica, Repubblica Democratica del Congo, Sudafrica, Togo, Uganda, Zambia. I missionari, accompagnati dalle Suore Comboniane, sono impegnati nella direzione spirituale e nella crescita delle comunità locali, svolgono diverse opere sociali, nel campo educativo, sanitario e nei mass media e inoltre hanno contribuito a fondare Istituti, Congregazioni, Associazioni e Movimenti di identità africana.

Da ricordare che in Italia, negli anni '50, è sorto l'Istituto delle Missionarie Secolari Comboniane, i cui membri laici – oggi diffusi in 6 paesi del mondo – si consacrano attraverso la professione dei consigli evangelici alla causa missionaria nel solco di San Daniele Comboni.


Altri Istituti maschili
Oltre ai sacerdoti della SMA e ai missionari Comboniani, molti altri istituti maschili hanno legato il loro nome all'Africa. Di essi diamo il seguente elenco, non esaustivo, secondo l'ordine di arrivo nel continente.
Frati Minori Cappuccini – I tre maggiori rami del Primo Ordine Francescano (Frati Minori, Frati Minori Conventuali e Frati Minori Cappuccini), annoverano una secolare presenza nel continente africano, spesso a prezzo di grandi perdite, come nel caso delle spedizioni cappuccine in Angola tra il 1645 e il 1668 nelle quali trovarono la morte circa 228 religiosi. Oggi i Cappuccini sono l'Istituto francescano che vanta la più grande diffusione in Africa, dove è presente in 27 paesi: Algeria, Angola, Benin, Burkina Faso, Camerun, Capo Verde, Costa d'Avorio, Eritrea, Etiopia, Gabon, Ghana, Guinea Equatoriale, Kenia, Madagascar, Malawi, Mozambico, Namibia, Nigeria, Centrafrica, Repubblica Democratica del Congo, Seychelles, Sudafrica, Sudan, Tanzania, Uganda, Zambia, Zimbabwe. Seguono i Frati Minori (22 paesi, prevalentemente nell'Africa centro-meridionale e del Golfo di Guinea) e quindi i Conventuali (7 paesi).

Padri dello Spirito Santo – I padri dello Spirito Santo, nati nel 1703 in Francia e poi amalgamatisi nella Società Missionaria del Sacro Cuore di Maria, giunsero in Senegal nel 1778, diffondendosi in Sierra Leone, Nigeria, Gambia, Ghana, Tanzania sopportando la perdita di molti membri a causa delle febbri. Oggi sono diffusi in Angola, Sierra Leone, Gabon, Guinea Bissau, Nigeria, Congo-Brazzaville, Congo-Kinshasa, Madagascar e in altre diocesi della costa orientale.

Oblati di Maria Immacolata – L'interesse per l'Africa dei Missionari Oblati di Maria Immacolata (OMI, fondati nel 1816 dal prelato francese Eugène de Mazenod, canonizzato nel 1995) nacque nel 1831, quando il Capitolo Generale incoraggiò i religiosi ad intraprendere la vita missionaria. Nel 1850 essi raggiunsero il nord Africa e poi si diressero all'interno del continente. Oggi sono presenti in Senegal e Guinea Bissau (Farim).

Missionari d'Africa (Padri Bianchi) – La loro fondazione risale al 1868 in Algeria per opera del Cardinale Charles-Martial Allemand-Lavigerie (1825-1892). La prima carovana di missionari per l'evangelizzazione dei territori musulmani riuscì a oltrepassare il Sahara e a raggiungere il Lago Vittoria nel 1879. Da allora, dopo una prima diffusione in Uganda, i religiosi hanno raggiunto molti paesi dell'Africa e del Medio Oriente. Attualmente i membri dell'Istituto sono oltre 1.500 (tra cui 10 Vescovi e 1.390 sacerdoti), presenti in 43 Paesi dei cinque continenti, di cui 24 africani (Algeria, Burkina Faso, Burundi, Costa d'Avorio, Etiopia, Ghana, Kenia, Malawi, Mali, Mauritania, Mozambico, Nigeria, Niger, Repubblica Democratica del Congo, Ruanda, Senegal, Sudafrica, Sudan, Tanzania, Tunisia, Uganda, Zambia). I Padri Bianchi sono al servizio del dialogo interreligioso, lavorano in parrocchie, scuole, ospedali, centri di formazione umana, spirituale e professionale e gestiscono centri per l'assistenza dei profughi, i giovani disoccupati, i bambini di strada, i malati di AIDS.

Congregazione dei Missionari di Mariannhill – Nata nel 1909 per opera del missionario trappista Franz Pfanner (1825-1909), la Congregazione dei Missionari di Mariannhill unisce l'osservanza della Regola benedettina alla vita attiva. La prima comunità di monaci stabilita nel 1882 su una collina alla periferia di Durban (Sudafrica) e dedicata a Maria e a S. Anna (da qui Mary-Ann-Hill), conobbe una straordinaria espansione in tutto il territorio del Natal grazie alla guida carismatica di padre Pfanner e ai suoi viaggi di sensibilizzazione in Europa. Impegnati nei settori più diversi – dall'evangelizzazione all'assistenza sanitaria, all'educazione – i Trappisti di Mariannhill necessitavano di una nuova cornice giuridica e fu così che Papa Pio X, il 2 febbraio 1909, decise di separare il monastero dall'Ordine Trappista e di costituirlo in Congregazione religiosa di diritto pontificio. Negli anni successivi l'Istituto si consacrò definitivamente alla missione ad gentes e conobbe una diffusione internazionale, in particolare nei paesi europei di area germanofona e nel Nord America, oltre al progressivo impegno in Africa per l'animazione delle Chiese locali e le vocazioni sacerdotali e missionarie. Nel continente è oggi presente in: Sudafrica, Zimbabwe, Zambia, Tanzania, Zaire, Kenya, Mozambico e Botswana. Circa un terzo dei 400 membri è formato da africani.

Congregazione del Cuore immacolato di Maria (Missionari di Scheut) – L'Istituto fondato in Belgio da Theophile Verbist nel 1862 intraprese inizialmente la via della Cina. Nel 1885 i missionari arrivarono in Congo, dove la comunità conobbe una crescita tale che nel 1961 le case ospitavano circa 730 missionari.

Società del Verbo Divino (Verbiti) – Sorta in Olanda nel 1875, la Società del Verbo Divino fu consacrata alle missioni estere dal Fondatore Arnold Janssen (1837-1909), canonizzato nel 2003. In principio i membri presero voti privati e seguirono la Regola del Terz'Ordine domenicano, quindi all'inizio nel 1901 la Santa Sede approvò l'Istituto. Nel 1892 i primi religiosi Verbiti giunsero in Togo e fu l'inizio di una intensa attività nel territorio africano. Oggi i Verbiti sono diffusi in 14 paesi: Ghana, Togo, Benin, Congo, Angola, Botswana, Zambia, Zimbabwe, Sudafrica, Kenya, Tanzania, Madagascar, Mozambico e Ciad. L'organico africano è attualmente di 526 membri, di cui: 3 Vescovi, 326 sacerdoti, 106 seminaristi e 26 novizi.

Società Missionaria di San Giuseppe di Mill Hill – Eretto come Società di Vita Apostolica, l'Istituto fu fondato nel 1866 dall'Arcivescovo di Westminster Cardinale Herbert Vaughan (1832-1903) allo scopo di suscitare vocazioni missionarie nella Chiesa cattolica inglese. Il primo paese evangelizzato fu l'Uganda nel 1894. Oggi l'Istituto – che conta circa 700 membri di cui oltre la metà sacerdoti – è diffuso in Africa, America e Asia.

Sacerdoti del Sacro Cuore di Gesù (Dehoniani) – I Dehoniani, nati nel 1878 per opera del sacerdote francese Leon Dehon (1843-1925), hanno raggiunto l'Africa già nei primi anni di vita dell'Istituto. Nel 1897, infatti, padre Dehon accettò di inviare alcuni sacerdoti in Congo e già nel dicembre di quell'anno padre Grison fondava la missione di S. Gabriele, presso Stanleyville (attuale Kisangani). Nel 1898 altri missionari raggiunsero la Tunisia e nel 1910 fu la volta del Camerun. Dopo la seconda Guerra Mondiale un forte impulso alle missioni è arrivato dalla comunità italiana, che ha fondato nuove case in Mozambico (1947) e Madagascar (1974), con la collaborazione dei Dehoniani portoghesi.

Istituto Missioni Consolata – Il Beato Giuseppe Allamano (1851-1926) svolse un'opera insostituibile per l'animazione missionaria in Italia con particolare riferimento all'Africa. Nel 1901 egli fondò a Torino l'Istituto dei Missionari della Consolata e già un anno dopo, l'8 maggio 1902, i primi quattro missionari raggiungevano il Kenya. Pianificata come spedizione di contatto e sotto la giurisdizione dei Padri dello Spirito Santo, la missione si rivelò assai prolifica e si estese in tutta la regione del Kikuyu, al punto che nel 1909 essa venne eretta in Vicariato Apostolico e affidata a mons. Filippo Peno, primo Vescovo dell'Istituto. Su invito di San Pio X l'Allamano fondò nel 1910 il ramo femminile dell'Istituto, le Suore Missionarie della Consolata. Tre anni dopo i religiosi presero possesso della zona a cui aveva anzitutto mirato il Fondatore: la Prefettura del Kaffa in Etiopia (regione già evangelizzata dal missionario Guglielmo Massaja a metà del secolo XIX). In seguito, i religiosi e le religiose della Consolata hanno allargato il loro raggio di azione ad altri Paesi dell'Africa: Somalia, Tanzania, Mozambico, Repubblica Democratica del Congo, Uganda, Liberia, Libia, Sud Africa.

Missionari del Sacro Cuore – Animata dal desiderio di diffondere ovunque il culto al Sacro Cuore di Gesù, la Congregazione (fondata in Francia nel 1854 dal sacerdote Jules Chevalier) ha intrapreso la missione in Africa all'inizio del '900, quando i primi religiosi sono giunti in Congo. Oggi è presente in altri 3 paesi: Camerun, Senegal e Sudafrica.

Società di San Francesco Saverio per le Missioni Estere (Saveriani) – Fondati nel 1898 dal Vescovo di Parma Beato Guido Maria Conforti (1865-1931) per la missione ad gentes, i Saveriani hanno diretto inizialmente le loro attività in Cina, quindi a partire dal 1950 operano anche in 6 paesi dell'Africa: Congo (Diocesi di Bukavu, Goma, Kasongo, Kinshasa e Uvira), Camerun (Bafoussan-Koptchou, Gobo, Douala, Yaoundé), Ciad (Bongor, Gounou Gaya, Tagal-Djodo), Sierra Leone (Makeni, Mange-Bureh, Port Loko, Waterloo, Yele, Yonibana, Kabala, Kamabai, Kamalu, Kambia, Kenema, Lungi, Lunsar, Madina, Magburaka, Freetown, Binkolo, Bumbuna), Burundi (Bujumbura, Buta, Butara, Buyengero, Gasorwe, Gasura, Gisanze, Gitega, Kigwena, Kitaramuka, Makamba, Matara, Minago, Mugamba, Mukenke, Murago, Mururi, Rumeza, Rumonge, Ruzo), Mozambico (Charre, Chemba, Dondo, Sena). I missionari prestano particolare attenzione al servizio nelle parrocchie e alla formazione del clero locale. Collaborano inoltre con Istituti ed enti per dare vita ad opere sociali: scuole, dispensari e centri sanitari per la lotta contro la lebbra.

Pontificio Istituto Missioni Estere (PIME) - Il Pime è nato il 30 luglio 1850 a Saronno (Milano) per volontà di Papa Pio IX che desiderava un Istituto missionario di clero secolare e di laici in Italia, anticipando di un secolo la formula dei sacerdoti "Fidei Donum". Nel 1926 il Seminario Lombardo per le Missioni Estere – che serviva da centro di animazione e formazione – venne unito da Pio XI al Pontificio Seminario dei Santi Apostoli Pietro e Paolo di Roma, con caratteristiche simili a quello di Milano. Scopo principale dell'Istituto è la missione ad gentes, il primo annunzio e la fondazione della Chiesa locale nei territori indicati da Propaganda Fide. Dopo diverse spedizioni separate dei due Seminari in Africa, oggi i missionari del PIME sono diffusi in 17 paesi dei cinque continenti, di cui 3 africani: Camerun (Yaoundé), Costa d'Avorio (Bouaké), Guinea Bissau (Takir Antula).
Principali Istituti femminili
L'arrivo in Africa delle Congregazioni femminili risale ai primi decenni dell'Ottocento e ha conosciuto un significativo aumento a partire dalla seconda metà del Novecento. Di seguito riportiamo un elenco, anche in questo caso non esaustivo, in ordine cronologico.
Suore di San Giuseppe di Cluny – Inizialmente rivolto all'educazione dell'infanzia, la cura dei malati e degli anziani, l'Istituto francese fondato nel 1807 dalla Beata Anne Marie Javouhey (1779-1851) conobbe una rapida espansione in Africa a partire dall'isola Reunion, nel 1814. La stessa Fondatrice si recò in Senegal per dare vita ad un programma di studio dei candidati al sacerdozio. Oggi l'effettivo è di circa 3 mila membri con una diffusione in tutti i continenti. In Africa le religiose si trovano in 15 paesi: Senegal, Nigeria, Sierra Leone, Gambia, Ghana, Congo-Brazzaville, Congo-Kinshasa, Camerun, Angola, Guinea Bissau, Guinea, Mozambico, Madagascar, Reunion, Tanzania.

Suore di San Giuseppe dell'Apparizione – Nate in Francia nel 1832 per opera di Sant'Emilia di Vialar (1797-1856), le religiose si diffusero a partire dal 1835 nel Mediterraneo (in particolare in Algeria e Tunisia) e collaborarono con il Comboni tra il 1867 e il 1879, allorché il Vescovo era Vicario Apostolico dell'Africa Centrale.

Suore Francescane Missionarie del Cuore Immacolato di Maria – L'Istituto venne fondato dalla religiosa italiana madre Caterina di Santa Rosa (al secolo Costanza Troiani, 1813-1877, beatificata nel 1985) che lasciò il convento di S. Chiara della Carità presso Frosinone per rispondere all'invito del Vicariato apostolico d'Egitto a stabilire una missione nel paese. Il 14 settembre 1859 un gruppo di sei missionarie, tra cui la stessa madre Caterina, giunse al Cairo e diede inizio a svariate opere: riscatto delle schiave, cura dei bambini abbandonati, educazione religiosa e istruzione delle giovani di strada. Il 5 luglio 1868 un decreto pontificio rese autonoma la missione del Cairo, dando vita al nuovo istituto missionario ispirato – per volontà della Fondatrice – alla spiritualità francescana. L’opera crebbe e le missionarie portarono il Vangelo in molte aree dell’Egitto. Oggi l'Istituto, con un effettivo di circa 700 membri, affianca ai programmi sociali ed educativi, la promozione del dialogo ecumenico e interreligioso soprattutto nei paesi del Medio Oriente. In Africa esso è presente in 5 paesi: Egitto (Aboutig, Alessandria, Assiut, Beni Suef, Cairo, Damanhour, Deir Dronka, Ismailia, Luxor, Kena, Menhari, Porto Said), Eritrea (Asmara), Ghana (Tarkwa), Guinea Bissau (Cumura, Quinhamel, Quelele), Marocco (Tangeri).
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