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Costituzioni e regole


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COSTITUZIONI e REGOLE

Della CONGREGAZIONE dei

FIGLI DEL SACRO CUORE DI GESU’

1910
CAPO I.
Fine e statuti fondamentali

della Congregazione
1) Il fine di questa Congregazione è non solo di attendere colla divina grazia alla santificazione e perfezione propria, ma colla stessa dedicarsi interamente alla conversione dei popoli dell'Africa Centrale e di altri popoli, che le venissero affidati dalla Sacra Congregazione di Propaganda.
2) Questa Congregazione è consacrata al CUORE SS. DI GESÙ, e si chiama col nome di CONGREGAZIONE DEI FIGLI DEL SACRO CUORE DI GESÙ; è posta sotto la speciale protezione della Santissima Vergine Maria Immacolata, e di S. Giuseppe ed ha per speciale Patrono S. Pietro Claver, Apostolo dei Neri. La festa del S. Cuore di Gesù, come quelle dei predetti Patroni, si celebreranno con speciale solennità in tutte le Case della Congregazione.
3) Nelle Case di Noviziato della Congregazione sieno convenientemente distribuiti gli appartamenti ai Postulanti, ai Novizi ed agli Scolastici; ove è possibile però si procuri che per lo Studentato vi sia una casa separata da quella del Noviziato. La Casa Madre, eretta in Verona, non si trasferisca altrove senza espressa licenza della Santa Sede.
4) Nessuno si consideri aggregato alla Congregazione se prima non abbia fatti i tre voti di povertà, castità ed obbedienza.
5) Finito il Noviziato tutti faranno ad onnum per un triennio i voti suddetti.

Dopo questo triennio gli Studenti e i Sacerdoti potranno essere ammessi alla professione dei voti perpetui: però se il Superiore Generale col suo Consiglio credesse opportuno di prorogare a qualcuno i voti temporanei, potrà farlo per un altro triennio, dopo il qual limite dovranno essere ammessi ai voti perpetui o licenziati dalla Congregazione. I Fratelli laici poi, dopo il primo triennio, faranno i voti temporanei per altri nove anni, da rinnovarsi ogni tre anni col consenso del P. Generale e del suo Consiglio. Dopo dodici anni di voti temporanei saranno ammessi anch'essi ai voti perpetui.


6) l voti temporanei si devono rinnovare il giorno stesso in cui si compie l'anno o il triennio, e tale rinnovazione, come la prima emissione, deve essere pubblica. Che se una festa maggiore della Chiesa si celebrasse alcuni giorni dopo, i Superiori potranno sceglierla per la l'innovazione dei voti. La formula per i voti temporanei è la seguente:

« Onnipotente e sempiterno Iddio, io N. N., quantunque indegnissimo di stare al cospetto della infinita vostra Maestà, appoggiato però alla pietà e misericordia vostra infinita, mosso dal desiderio di fedelmente servirvi, alla presenza della Beatissima Vergine Maria e di tutta la Corte, celeste faccio voto per un anno (o per tre anni) di povertà, castità ed obbedienza nella Congregazione dei Figli del S. Cuore di Gesù, tutto intendendo secondo le Costituzioni e Regole della medesima Congregazione. Voi, o Signore, che mi avete data la grazia di seguire la vostra vocazione, date mi ancora. quella della santa perseveranza in essa: e così sia ».


Questa formula, sottoscritta da chi fa o rinnova i voti e appostavi la data, verrà conservata nell'Archivio della Casa, in cui si trova il vovente.
7) Chi è ammesso ai voti perpetui vi si preparerà con dieci giorni di Spirituali Esercizi ; farà istanza di essere avvisato dei suoi difetti, e conosciutili, studierà il modo di emendarsene. La formula dei voti. perpetui è la seguente:

« lo N. N., alla presenza della Immacolata Vergine Maria e di tutta la Corte celeste faccio voto a Dio Onnipotente, nelle vostre mani Reverendissimo Generale della Congregazione dei Figli del Sacro Cuore di Gesù (ovvero, a te Rev. Padre N. N. delegato Padre del reverendissimo Padre Generale ecc., di perpetua Povertà, castità ed Obbedienza, tutto intendendo secondo le Costituzioni della medesima Congregazione ».

Questa formula, con la data della professione, viene sottoscritta dal vovente in due copie, una delle quali verrà conservata nell'Archivio della Casa, ove si è fatta la professione, l'altra nell'Archivio del P. Generale.
8) La dispensa dei voti sia temporanei che perpetui appartiene alla S. Sede.
9) I chierici alunni di questa Congregazione e già professi dei voti perpetui, allorquando a giudizio del Padre Generale saranno degni di essere innalzati agli ordini Sacri, vi saranno ammessi, tenendo conto però conto il Decreto «Auctis admodum» ella S. Cong. dei VV. e RR. 4 Novembre, 1893, colle dichiarazioni fatte al medesimo dalla S. Congreg. dei Religiosi, in data 7 Settembre 1909.


CAPO Il.
Del governo della Congregazione
10) Questa Congregazione dipende immediatamente dalla Sacra Congregazione dei Religiosi por quanto spetta il regime interno, con tutto ciò che ad esso va congiunto: in quelle cose, che riguardano lo Missioni, dipende dalla S. Congregazione di Propaganda.

E’ governata da un Superiore Generale, eletto dalla medesima Congregazione, il quale rimane in ufficio per dieci anni, dopo i quali, può essere rieletto, ma la sua rielezione dovrà avere la conferma dalla S. Sede. Il Superiore Generale è coadiuvato da quattro Assistenti, i quali formano il suo Consiglio ordinario. Il primo fra i quattro Assistenti terrà le veci del Superiore Generale in caso di assenza, e quando il Padre Generale ritorna gli renderà conto di tutto l'operato.


Vi sia un Procuratore od Economo Generale, al quale si dia l'amministrazione dei beni temporali, sempre però sotto l'autorità e direzione dello stesso Padre Generale, a cui renderà conto della sua amministrazione almeno due volte all'anno. Il Procuratore Generale può essere Procuratore anche della Casa Madre. Il Procuratore Generale ed il Segretario generale sono nominati dal Capitolo generale.
11) Il Padre Generale col suo Consiglio, a maggioranza di voti, nomina i Superiori delle Missioni (i quali risiederanno nelle Missioni stesse con quelle facoltà che le facoltà che verranno loro concesse dal Padre Generale).

l Maestri dei Novizi e i Superiori delle Missioni rimarranno in ufficio per cinque anni, ed i Superiori locali tre anni; tutti però, a giudizio del Padre Generale e del suo Consiglio, possono essere anche prorogati in ufficio. Non potranno però essere rimossi prima di quel termine senza una grave ragione a giudizio del Padre Generale e del suo Consiglio.


12) Al Padre Generale appartengono:

I. Le relazioni colla S. Congregazione dei Religiosi e colla Propaganda e il farne eseguire le disposizioni.

Il. Le relazioni coi Vescovi e coi, Vicari Apostolici.

III. Le relazioni colle grandi Opere della Propagazione della fede, della Santa Infanzia, e con altre simili.

IV. Le relazioni anche colle autorità esterne alla Congregazione.

V. Disporre di tutti i sudditi per diversi luoghi ed uffici.

VI. Vegliare che tutti i sudditi compiano il loro dovere ed osservino le Regole.

VII. Il tutelare colla sua autorità i Superiori locali, i Maestri dei Novizi o gli incaricati da lui per affari straordinari.

VIIl. Il sorvegliare la scelta dei Padri Spirituali e Confessori straordinari, provvedendo che tutti i sudditi abbiano sempre la maggior comodità di confessarsi.

IX. L'indirizzare a tutti i suoi sudditi, secondo le circostanze, le esortazioni e le correzioni che giudica opportune.

X. Il vegliare che gli studi sieno conformi ai bisogni della Congregazione e delle Missioni.

XI. L'ammettere a fare i voti temporanei e perpetui, come si è detto sopra, e finalmente l'aver l’aver cura che tutti i Fratelli coadiutori sieno regolarmente istruiti nella dottrina cristiana.


13) Egli è Superiore di tutte le persone, che compongono la Congregazione.

Quanto alla dipendenza dei Missionari dai Vicarii Apostolici si osservi ciò che è stato stabilito dalle Costituzioni Apostoliche di Clemente VIII «Religiusorum quorumcumque» VI idus Nov. 1601; di Benedetto XIV « Firmandis » VIII idus Novembris

Novembris1744; di Leone XIII « Romanos Pontifices » idib. Maii 1881. Da queste si conosce che in tutto ciò che riguarda la cura delle anime, i Missionari sono soggetti all'Ordinario del luogo, ma in tutto il resto rimangono soggetti ai Superiori della Congregazione.
14) Per legge ordinaria qualunque Superiore della Congregazione non potrà essere in pari tempo Vicario Apostolico. Ma se in qualche raro caso il bene della Missione e della Congregazione richiedesse che lo stesso Vicario Apostolico fosse anche Superiore, si potrà fare, ma ottenuta prima la licenza dalla Sacra Congregazione dei Religiosi e di Propaganda fide.
15) Il potere di interpretare o di modificare le Costituzioni non è nel Padre Generale, ma nel Capitolo Generale, coll'approvazione della Santa Sede.
16) Il Superiore Generale circa ogni mese ed ogni qualvolta lo crederà opportuno, tenga consulta coi suoi Assistenti, e con essi tratti delle cose più importanti della Congregazione, e le più gravi si compongano a pluralità di voti. Le risoluzioni prese nelle consulte si scrivano volta per volta, si sottoscrivano dal Padre Generale e dagli Assistenti e si conservino nell' archivio segreto della Congregazione. Il Padre Generale potrà chiamare alla Consulta il Procuratore generale ed anche il Segretario.
17) Cose gravi nel governo del Padre Generale, che gli dovrà proporre in consulta, e per le quali è richiesta la maggioranza di voti, sono:

a) L'ammissione alla vestizione, ai primi voti temporanei ed ai voti perpetui. Per giudicare se un Novizio sia degno di essere ammesso ai voti, la Consulta avrà presenti le relazioni, che a suo tempo furono dati in proposito dal Maestro dei Novizi al Superiore Generale, nonché le speciali informazioni, che sulla fine del Noviziato saranno domandate ai Superiori e ad alcuni Padri dei più gravi e prudenti della Casa, ove abitò il Novizio.

b) La dimissione dei professi dalla Congregazione

c) L' ammettere agli Ordini Maggiori

d) L'accettar Missioni, fondare Case, stabilire Residenze e chiuderle.

e) La nomina e la l'emozione dei Superiori della Missione, dei Maestri dei Novizi e Superiori locali e la remozione del Procuratore Generale e del Segretario, come pure la proroga del tempo di governo degli stessi Superiori locali.

f) La proposta dei candidati all'ufficio di Vicario Pro-Vicari Apostolici. Riguardo a questa proposta non si tenga Consulta se non dopo di aver avuto il voto secreto di tutti i Padri Professi dei voti perpetui, che si trovano nel rispettivo Vicariato o Pro-Vicariato. Ciascuno di questi Padri scriverà sopra una scheda tre nomi, del degnissimo, del più degno e del degno, di quelli cioè, che, considerate tutte le circostanze delle persone e della Missione, in coscienza coram Deo giudicheranno più atti a compiere il gravissimo ufficio di Vicario Apostolico. Ciò fatto il Padre Generale delibererà cogli Assistenti in Consulta intorno ai Candidati da proporre alla Sacra Congregazione di Propaganda, esponendo alla medesima le ragioni proprie, quelle degli Assistenti e del voto dei Missionari.

g) La nomina di un Assistente, in sostituzione di uno che per gravi e giuste ragioni, col consenso del suo Consiglio, si fosse ritirato. Così pure la nomina del Procuratore e del Segretario Generale in simili circostanze.

h) La designazione del luogo pel Capitolo Generale.

i) L'approvazione dei conti dell'Istituto: l'alienazione di immobili o mobili di valore; il contrarre debiti contrarre debiti ed assumere obbligazioni oltre 10.000 lire e ciò con beneplacito apostolico.

k) Affari straordinari di ordine economico.
18) La deposizione di un Assistente Generale dovrà essere confermata dalla S. Congregazione dei Religiosi.

19) Le cose trattate nella Consulta Generale saranno tenute da tutti sotto il più rigoroso secreto.


20) Il Padre Generale abbia fissa la sua residenza nella Casa Madre di Verona, nè potrà cambiarla senza il consenso del suo Consiglio e della S. Congregazione dei Religiosi. Il Superiore Generale, poi non potrà essere Superiore locale, né della Casa Madre, né di verun’altra Casa della Congregazione.
21) Le decisioni del Consiglio Generale si prenderanno a maggioranza assoluta dei membri presenti, i quali sieno almeno tre, compreso il Padre Generale. Se i voti sono uguali da ambo le parti, il Superiore Generale deciderà. Quando però si tratta di elezioni, queste non potranno farsi che col Consiglio al completo.

Mancando un Assistente, si chiamerà a sostituirlo il Superiore locale. Mancandone due dovrà eleggersi un altro professo di voti perpetui, oltre il Superiore locale.




CAPO III.
Del Capitolo Generale

e delle elezioni
§ I
DEL CAPITOLO GENERALE
22) Il Capitolo ordinariamente devesi congregare per la elezione del Generale, de' suoi Assistenti, del Procuratore Gener. e del Secretario Gener. Che se gli Assistenti e la maggior parte dei Superiori locali riputassero necessario convocarlo straordinariamente per trattare di qualche gravissimo affare, se ne domandi licenza al­

la Sacra Congregazione dei Religiosi.


23) Il Capitolo è convocato dal P. Generale ed in sua mancanza dal Vicario Generale con lettera sottoscritta almeno da due Assistenti, che sarà spedita ai Superiori delle Missioni e a tutti i Superiori delle Residenze, sei mesi prima del giorno stabilito. I Superiori poi la comunicheranno a tutti quelli, che avranno il diritto di intervenirvi, perché tutti vi si possano preparare e recarvisi nel tempo determinato. Il luogo della convocazione verrà: designato dal P. Generale ed in caso di morte del medesimo, dal Vicario Generale, sempre però col voto degli Assistenti.
24) Hanno diritto di intervenire al Capitolo, il P. Generale, gli Assistenti, i Superiori. delle Missioni, il Procuratore Generale, il Segretario, i Superiori locali delle Residenze che contano almeno dodici Padri, ed un Padre deputato da ciascuna di dette Residenze. Tutte le Residenze, che non hanno il suddetto numero di Padri saranno unite dal Superiore Generale col suo Consiglio, in tanti, gruppi di almeno dodici, Padri ciascuno, ed ogni gruppo eleggerà un Superiore di una delle Residenze e un Padre deputato che dovranno portarsi al Capitolo. Tale elezione sarà fatta in iscritto per scheda secreta e le schede verranno trasmesse al P. Generale ed aperte ed esaminate dal medesimo alla presenza di tutti gli Assistenti.
Resteranno eletti quei due Padri che ciascun gruppo, l'uno Superiore, l’altro deputato, che dalle schede risulteranno avere una maggioranza relativa di voti. A parità di voti poi resterà eletto il più anziano di Religione. Riguardo ai Vicari ApostoIici ed ai Vescovi, scelti nella Congregazione, siccome elevati a più alta dignità Ecclesiastica, riguardo ai Capitoli si considerano come fuori della Congregazione.
25) Nel Capitolo Generale si deve trattare, prima eli ogni altra cosa, della elezione del Superiore, e rimane eletto quello che, professo dei voti perpetui, riporti una maggioranza assoluta dei suffragi secreti. Non può essere eletto chi non abbia 35 anni di età e cinque anni di Religione. *)Hanno voce attiva nelle elezioni e in tutti gli altri negozi del Capitolo tutti e i soli legittimamente presenti.

Voce passiva hanno tutti i Padri professi dei voti perpetui.

Se un Capitolare cadesse infermo e non potesse recarsi nella sala del Capitolo, gli scrutatori andranno a ricevere il suo voto con una cassetta chiusa.

26) Considerino però bene gli elettori davanti a Dio che la conservazione e l'incremento della Congregazione, il bene spirituale o temporale de' suoi membri e le opere di zelo, a cui da Dio sono chiamati, dipendono nella massima parte dal buon governo del Superiore Generale. Vadano però persuasi della necessità di invocare l'assistenza dello Spirito Santo per poter eleggere un uomo che, amante della preghiera, nel suo operare si tenga unito con Dio, che sia per giovare ai nostri ed agli esterni, non solo col governo, ma più efficacemente colla santità della vita; un uomo zelante della propagazione della fede, e perciò fedelissimo nell'attaccamento al Vicario di Gesù Cristo, segnalato nella cognizione e nell'amore della Congregazione, e delle Costituzioni; un uomo libero da affetti sregolati, alieno dalle cose mondane e che nei governi minori abbia già mostrato prudenza, mansuetudine e fortezza d'animo.


27) Il Padre Generale, come si disse sopra, sta in ufficio dieci anni, spirati i quali, se col permesso della S. Sede fosse differita la convocazione del Capitolo, continua nel suo ufficio fino a che il Capitolo non possa essere convocato. Deve però essere sollecitudine del Padre Generale e del Consiglio adoperarsi efficacemente per togliere ciò che impedisce di radunarlo subito. Che se l'Impedimento durasse molto tempo, prima che spirino due anni di vacanza del generalato, si procederà alla elezione del Successore, raccogliendo per mezzo di lettere suggellate il voto degli elettori dispersi.

Se il Superiore Generale avesse a morire prima d'aver compito il decennio, l’Assistente che tiene le sue veci in caso d'assenza, assume l'ufficio di Vicario Generale subito convocherà il Capitolo per la elezione del Generale, dei suoi Assistenti, del Procuratore Gener. e del Secretario Gener. Intanto egli presiede alla Congregazione, ma si guarderà dal fare cangiamenti sia nel governo della Congregazione, sia delle singole Case o Residenze, sia negli uffici de' Superiori.


Dopo la elezione del Generale si passa alla elezione negli Assistenti, del Procuratore Gener. e del Secretario Gener., e sono eletti quelli che hanno oltre la metà dei voti secreti. Può essere eletto anche chi abbia ripetutamente esercitato questo ufficio.

Si procuri che gli Assistenti abbiano presso a poco le stesse doti che si ricercano nel Generale.


________________

*) Cinque anni dalla emissione dei voti perpetui. (S. Cong. dei Relig.)

In questa occasione del Capitolo, il Padre Generale, che lascia il suo ufficio e gli Assistenti, siano o no rieletti, i Superiori delle Missioni i Superiori locali presenti al Capitolo renderanno conto al nuovo Padre Generale ed al Capitolo delle cose di maggior importanza della Ioro amministrazione spirituale e temporale, così che apparisca chiaro lo stato di tutta la Congregazione. I Superiori locali, non presenti al Capitolo, manderanno tale resoconto per lettera, che verrà letta nel Capitolo.

Seguite le dette nomine se no da l'avviso subito alla Sacra Congregazione dei Religiosi ed a quella di Propaganda ed a tutte le Residenze.


28) Si possono trattare nel Capitolo tutti gli affari più gravi riguardanti tutta la Congregazione. Se si credesse di dover mutare o stabilire qualche cosa non conforme alle Costituzioni, già approvate dalla Santa Sede, queste deliberazioni non avranno alcun valore prima che non siano state approvate dalla Sacra Congregazione dei Religiosi. Non si possono poi prendere nuove disposizioni se la maggior parte dei Capitolari non abbia acconsentito.
§ II.
Del modo e Forma delle Elezioni
29) Nello stesso tempo in cui il Superiore Generale, oppure il Vicario Generale, intima il Capitolo, si ordinino pubbliche preghiere da farsi in tutte le Case e Residenze, per impetrare il lume dello Spirito Santo e durino finché sarà finito il Capitolo.
30) Sappiano tutti la gravezza del delitto eli chi ambisse per se, o procurasse con mezzi indebiti per altri la dignità di Superiore Generale. Chi fosse trovato reo di questo delitto, si giudichi privato di ogni voce attiva e passiva pel susseguente Capitolo.
31) Il Presidente del Capitolo, se non fosse stato delegato qualcuno dalla Sacra Congregazione dei Religiosi, sia il Superiore Generale, od il Vicario che lo ha convocato, fino alla direzione del nuovo Generale. Dopo la elezione presiederà il nuovo eletto, se questi non fosse assente, o se non fosse facile il richiamarlo subito; in questo caso si passi alla elezione del primo Assistente, il quale presiederà poscia il Capitolo. Dopo il Presidente occuperanno il primo posto gli Assistenti, poi i Superiori delle Missioni, e quindi i Superiori locali e finalmente i Deputati. ln questi diversi ordini il diritto di precedenza è secondo la anzianità di professione Religiosa e a parità, di anzianità religiosa secondo gli anni di età. Dopo la elezione del nuovo Generale e dei nuovi Assistenti, il Generale che cessa si metterà subito dopo i Superiori delle Missioni, e gli Assistenti, che non saranno rieletti, prima dei Superiori locali, secondo l'ordine di anzianità di professione religiosa, come si disse sopra.
32) Due giorni prima, o almeno la vigilia del giorno fissato per incominciare il Capitolo, tutti i Capitolari si raduneranno nell' aula destinata pel Capitolo per la prima seduta preparatoria e si delibererà sulla legittimità del Capitolo. Si stabilirà il giorno della elezione del Generale, che non deve essere oltre il terzo giorno computato il giorno di questa prima seduta. Poscia a maggioranza relativa di voti secreti, si nomineranno il Segretario del Capitolo, e i tre Scrutatori. Rimangono eletti quelli che avranno avuto più voti degli altri. Ufficio del Segretario sarà l'accogliere in iscritto in compendio ciò che si tratta nelle singole sedute e in principio di ogni seduta leggerà la sua relazione scritta della, seduta antecedente e, corretta secondo le osservazioni dei Capitolari, la trascriverà nel libro del Capitolo, che si deve conservare nell'Archivio secreto della Congregazione. Il Segretario e gli scrutatori faranno il giuramento di fedeltà nel loro ufficio e di osservare il più rigoroso secreto intorno a tutte quelle cose che saranno loro venute in cognizione per ragione del loro ufficio.
33) Se nel giorno stabilito per la elezione del Generale, il Presidente del Capitolo, od altri designato da lui, celebrerà la S. Messa, a cui assisteranno tutti i Capitolari e tutti quelli della Casa, per impetrare il lume dello Spirito Santo. Finita la Messa, tutti i Capitolari si recheranno processionalmente dalla Chiesa all'Aula del Capitolo, la quale da un Padre destinato dal Presidente si chiuderà a chiave al di fuori.
34) Finita la votazione l'ultimo degli scrutatori mescola le schede e poi aperta la cassetta, davanti al Presidente e agli Scrutatori, numera le schede ad alta voce, le quali se fossero più o meno degli elettori lo scrutinio è invalido e subito bruciate quelle schede, si passa ad altro scrutinio. Riconosciuto il numero giusto, il medesimo scrutatore apre le singole schede, le legge e le presenta da leggere al Presidente ed agli altri Scrutatori, e il nome scritto in ciascuna di esse lo pronuncia ad alta voce. I due altri Scrutatori ed il Segretario scrivono il nome e il numero dei voti, in ordine, sulle loro tabelle, ciò che è lecito anche agli altri, se vogliono. Chi avrà ricevuto una maggioranza assoluta di suffragi, quegli rimane eletto.
35) Se nel primo scrutinio non si fosse raggiunto il necessario numero di voti, se ne faccia un altro e, se è necessario, anche un terzo. Se anche il terzo scrutinio non avesse effetto, l'elezione sarà fatta dalla S. Congregazione dei Religiosi, cui si rimetteranno gli atti delle elezioni fatte.
36) Fatta la elezione il Presidente, o, se egli fosse eletto, il primo degli Assistenti, stando in piedi annunzierà il numero dei voti che ha ottenuto l'eletto, e formerà, il decreto della elezione dicendo ad alta voce;

« Avendo nel nostro Capitolo Generale computati tutti i voti, più che la metà di questi (oppure un numero sufficiente) ha eletto il R. P... : « io N. N. in mio nome e di tutti i congregati in questo Capitolo eleggo il predetto R. P .... a Superiore Generale della Congregazione dei Figli del Sacro Cuore di Gesù, nel nome del Padre, del Figliuolo e dello Spirito Santo. Amen. »


Questo decreto poi, scritto dal Segretario del Capitolo e munito col sigillo della Congregazione, e sottoscritto da chi lo ha formato e dal Segretario, si conservi come il principale tra gli atti del Capitolo. Se il Presidente non fosse della Congregazione, e perciò non degli elettori, la formazione del decreto appartiene al primo fra gli elettori, il quale non sia stato eletto, sia questi il Superiore Generale, oppure il Vicario.
37) Fatta la promulgazione del decreto, tutti gli elettori si accostano a baciare la mano in segno di obbedienza e riverenza al nuovo eletto, al quale non è lecito né rifiutare questi segni e il rispetto, nè il peso impostogli. Dopo di che subito si metterà al posto del Superiore Generale e da quel momento incomincerà a presiedere il Capitolo, a meno vi fosse un presidente designato dalla Santa Sede, e il vecchio Superiore si ritirerà al suo posto come si disse sopra.
Finite queste cose si darà il segno colla campana e aperta l'Aula tutti quei della casa si recheranno alla porta dell'Aula e, tenendo un Crocifisso, si incammineranno processionalmente alla Chiesa, precedendo quei della casa, indi gli elettori in ordine e per ultimo l'eletto per rendere grazie a Dio col Te Deum. Dopo ciò in luogo conveniente, Fuori però dell'Aula Capitolare, tutti presenteranno obbedienza al nuovo Padre Generale, come si fece nel Capitolo.
38) Nella prossima seduta si faccia la elezione dei quattro Assistenti, del Procuratore General e del Segretario Generale uno dopo l'altro, in scrutinii separati. In questa elezione tutto si farà come nella elezione del Padre Generale, eccetto che l'Aula del Capitolo non si deve chiudere. Se non si può fare la elezione di tutti e sei in una sola volta, si può fare in due od anche in tre. Dopo che i primi quattro saranno eletti, essi occuperanno il posto degli Assistenti e quelli si recheranno al loro posto come si disse sopra.
CAPO IV.
Della Ammissione nella

Congregazione
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